“Positivo alla Salute”, ragazzi di Quarto a confronto con atleti paraolimpici sul senso dello sport come stile di vita

Nell’ambito del progetto Uisp “Positivo alla Salute”, presso l’Aula Magna dell’I.S.I.S. di Quarto, sono stati ospitati Imma Cerasuolo e Gianluca Attanasio, due atleti paraolimpici molto attivi anche in campo sociale nel promuovere lo sport con particolare attenzione alle tematiche attinenti alla disabilità che li coinvolge in prima persona. Un incontro molto partecipato e sentito per i ragazzi dell’istituto che hanno ascoltato e interagito con in due atleti su tematiche diverse.

Come non essere catturati dal racconto di Imma, dal suo successo sportivo più importante. Atene, 19 settembre 2004. L’entrata in vasca, la fatica, l’arrivo, un occhio al tabellone, l’alloro sulla testa, l’inno nazionale italiano e al collo quell’indimenticabile medaglia d’oro olimpica dei 100 m farfalla. Inevitabile, però, soffermarsi anche sui momenti più duri, sull’incidente che sembrava aver stroncato la sua carriera da nuotatrice cambiandogli per sempre la vita già in giovanissima età.

Da qui la forza di rialzarsi, di riprendere una vita normale. Anche se priva della funzionalità di un braccio, Imma continua a praticare sport e torna a tuffarsi in piscina sostenuta dall’orgoglio di un padre che l’ha sempre supportata. «Questo era il mio doping, di questo mi drogavo», confessa l’atleta che oggi è madre di due bambini e trova nel loro sorriso, più che in ogni risultato, lo stimolo per impegnarsi ancora in vasca e fuori.

Parla poi Gianluca, tornato a competere a 45 anni e diventato ormai un fondista. Dopo tanti titoli italiani e numerose esperienze di impegno sociale, il nuotatore non molla lo sport e la vasca in cui sente di aver trovato la sua dimensione. Gianluca parla della piaga del doping, delle sue nuove frontiere e dell’importanza di una cultura dello sport pulito, lo sport che rende liberi, che migliora la vita di un uomo e diventa un mezzo per raggiungere i propri obiettivi.

Oggi il nuotatore si allena frequentemente a Scampia, nella palestra dell’amico olimpionico Pino Maddaloni. Lì ha conosciuto tanti ragazzi con storie difficili alle spalle. «Il loro doping è tutto nella testa – racconta Gianluca agli studenti – nella voglia di farcela, di uscire dal ghetto e riscattarsi da una condizione degrado. Un riscatto sociale che passa attraverso lo sport».

I ragazzi ascoltano le storie che catturano e restano affascinati dall’incredibile vitalità, dalla voglia e dall’entusiasmo che trasmettono i due sportivi. Sono curiosi, fanno domande e confrontano le proprie esperienze misurandosi. Con loro anche il presidente del Comitato Uisp Zona Flegrea Antonio Marciano, il coordinatore di zona del progetto, Eugenio Russo, che collabora con i docenti Sergio Ambrosio, Michele Romano e Enrico Apa e la dirigente scolastica Daniela Sciarelli.

L’evento rientra nelle attività del progetto “Positivo alla Salute” promosso dalla Uisp, Unione Italiana Sport per Tutti. Un’iniziativa che intende coinvolgere i giovani nella creazione di una campagna di formazione e informazione contro la pratica del doping nello sport. Un progetto, elaborato su scala nazionale, che coinvolge altre sette città italiane oltre Quarto.