Una Cittadella dello Sport in un Centro Commerciale per diffondere anche a Quarto di Napoli la nuova cultura sulla disabilità

Si concluderà in bellezza, con una giornata all’insegna dello sport, dell’aggregazione e del divertimento, la stagione 2016 di Happy Hand in Tour, il ciclo di eventi che ha già ottenuto grande successo in tanti centri commerciali di tutta Italia, trasmettendo una nuova cultura sulla disabilità, tramite lo sport e l’espressione creativo-artistica. Il tutto per volontà della Società IGD (Immobiliare Grande Distribuzione), della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), oltreché di COOP e dell’Associazione WTKG (Willy the King Group).

Accadrà domenica 30 ottobre al Centro Commerciale Quarto Nuovo-Ipercoop (Via Masullo, 76, ore 10.30-19.30) di Quarto, nei pressi di Napoli, e fondamentale, per l’occasione, sarà la collaborazione del Comitato Territoriale Zona Flegrea dell’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), il cui presidente Antonio Marciano parla di una manifestazione che «dimostrerà come la disabilità non sia dipendenza, né malattia, ma un fatto strettamente connesso all’ambiente, alla cultura e ai pregiudizi. Nelle giuste condizioni, infatti, le persone con disabilità studiano, lavorano, praticano uno o più sport. Quale modo migliore, dunque, se non uno strumento di così grande impatto come lo sport per trasmettere ai cittadini una nuova cultura sulla disabilità?».

Concetti, quelli espressi dal presidente Marciano, che sono alla base della stessa idea da cui è nato il Progetto Happy Hand in Tour e che si concretizzeranno il 30 ottobre in una vera e propria “Cittadella dello Sport”, allestita presso l’Area Food del Centro Quarto Nuovo, nella quale tutti, persone con e senza disabilità, potranno cimentarsi in varie attività sportive, insieme ad alcuni operatori qualificati.

Si potrà quindi pattinare tra i negozi, mettere alla prova la propria mira cimentandosi nel tiro con l’arco, vedere chi è più bravo a giocare a tennis “da seduto” (ossia in carrozzina) o anche vedere chi avrà i piedi più “caldi”, cimentandosi in una gara di tiri in porta in perfetto stile da campetto di periferia.

A fianco poi di tutti quegli “atleti per un giorno”, non mancherà la buona informazione, grazie alle postazioni della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che presenterà al pubblico il video della mostra fotografica Nulla su di Noi, senza di Noi!, dell’AISM di Napoli (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), con il kit Senti come mi sento, che consente di capire al meglio le difficoltà fisiche e psicologiche di chi soffre di sclerosi multipla, dell’AIPD di Napoli (Associazione Italiana Persone Down) e dell’Associazione Umanità Nuova di Alvignano (Caserta).

I partner principali del Progetto Happy Hand in Tour, come accennato inizialmente, sono capeggiati da una grande società come Immobiliare Grande Distribuzione (IGD), uno dei principali player in Italia nel settore immobiliare della grande distribuzione organizzata, con quotazione in borsa, che sviluppa e gestisce centri commerciali su tutto il territorio nazionale. Al suo fianco la FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap che raggruppa decine di Associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie e il CIP (Comitato Italiano Paralimpico). Insieme a loro anche COOP e l’Associazione WTKG (Willy the King Group) di William “Willy” Boselli, persona con tetraplegia, definibile come un “veterano” di questo tipo di eventi, che negli anni scorsi ha dato vita a un’iniziativa splendida quale Happy Hand – Giochi senza barriere, vero e proprio festival dello sport e della solidarietà, cui tra l’altro si ispira direttamente nel nome stesso il progetto Happy Hand in Tour.

In realtà la Società IGD ha già avviato nelle proprie strutture un percorso rivolto all’accessibilità ed è proprio proseguendo su questa linea di lavoro che si muove anche Happy Hand in Tour, puntando a presentare la disabilità in modalità positiva, sintonizzandosi con la battaglia culturale che la FISH conduce ormai da più di vent’anni, basata innanzitutto sul principio che la disabilità non è dipendenza, né malattia, ma un fatto strettamente connesso all’ambiente, alla cultura e ai pregiudizi. Nelle giuste condizioni, infatti, le persone con disabilità studiano, lavorano, praticano uno o più sport, vanno in vacanza, conducono una vita sociale, formano una propria famiglia. Senza nemmeno mai dimenticare che la disabilità non è un evento eccezionale, riguardando milioni di persone e potendo interessare chiunque nel corso della propria vita.

Ma come trasmettere ai cittadini questa nuova cultura sulla disabilità? Utilizzando strumenti di grande impatto, quali appunto lo sport, da una parte, l’espressione creativo-artistica, dall’altra, con esibizioni musicali e di danza, rappresentazioni teatrali, mostre, laboratori creativi di fumetto, pittura, documenti in video e altro ancora.